Woland è stato a Taranto


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Il capolavoro di Michail Bulgakov, riscritto dalla drammaturga Letizia Russo con la regia di Andrea Baracco ed un cast eccellente capitanato da un eclettico Michele Riondino, è arrivato finalmente anche a Taranto.
Giunto al secondo anno di repliche realizzate in tutti i maggiori teatri italiani, approda finalmente a Taranto questo spettacolo considerato dalla critica come una delle migliori piece teatrali delle ultime stagioni.

Ieri sera, davanti ad un Teatro Orfeo al completo, e ad un pubblico tutto in piedi che non smetteva più di applaudire, l’attore tarantino, visibilmente commosso, ha voluto ringraziare tutti. Ha ringraziato il pubblico della sua terra che ha dimostrato da sempre di sostenere il suo percorso e di essere orgoglioso dei risultati da lui ottenuti. Ha ringraziato la proprietà del Teatro, che ha ospitato lo spettacolo. Ha ringraziato suo padre, che gli ha dato l’idea di realizzare il desiderio di portare a Taranto questo capolavoro della letteratura russa, con gli amici e compagni di viaggio dell’Associazione locale “Afo6“, con i quali realizza dal 2013 “Uno Maggio Taranto Libero e Pensante” e da tre anni ormai anche il Cinzella Festival, che si tiene presso le Cave di Fantiano, a Grottaglie, in provincia di Taranto.

Era al settimo cielo Riondino, ieri sera, per un successo a 360 gradi, sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista personale. Infatti, la grande soddisfazione dell’artista ionico è stata proprio quella di portare a Taranto questo spettacolo, che l’amministrazione locale aveva “bocciato“, rifiutandosi di rappresentarlo presso il Teatro Comunale.
La stessa amministrazione comunale si era già rifiutata di accettare la proposta del Teatro Pubblico Pugliese di portare a Taranto lo spettacolo teatrale “Angelicamente Anarchici“, diretto da Riondino e portato a Taranto da Paolo Ruta, che lo aveva comprato con l’associazione “Amici della Musica“.
Il nostro, al termine della rappresentazione durata circa 3 ore, ha atteso che il pubblico finisse di applaudirlo (e, credeteci, ha atteso un bel po’) per poter esprimere, con la sua commozione il suo senso di gratitudine per la realizzazione dello spettacolo e la propria soddisfazione per essere riuscito a farlo, nonostante gli ostacoli di un’amministrazione locale, decisamente miope ed ottusa, quantomeno, visto l’enorme valore artistico ed umano di Riondino ed il suo amore per la nostra città, di cui lui è un vero patrimonio.

foto di scena

Un’eventuale recensione artistica e tecnica la lasceremmo a chi è certamente più competente di noi.
In ogni caso, lo spettacolo è stato strepitoso: splendida l’interpretazione di tutti gli attori, nessuno escluso, splendida la scenografia e le luci che trascinavano lo spettatore all’interno della rappresentazione senza mai un momento di tregua, visto anche il ritmo serrato dei dialoghi.

Giusto perché non sfugga ai più, nel cast c’è anche uno strepitoso Giordano Agrusta che interpreta “il Gatto” (Behemot), che è anche lui tarantino.

Grazie a tutti, quindi e speriamo a presto.

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