Ciao Umbertone! Sei di Taranto… Per sempre.


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Ciao a Tutti!
A te, Umbertone, più di tutti.

12011254_1002966076422455_3549789207090167126_nInfatti, oggi abbiamo ricevuto la triste notizia che Umberto Cilo, uno tra gli iscritti più conosciuti del Gruppo Facebook “Sei di Taranto se…“, è venuto a mancare.
Personaggio molto controverso e contraddittorio. Aveva un caratteraccio e spesso ci si trovava in contrasto. Ma bastava una chitarra, qualche birra o del vino ed roba buona da mangiare (meglio se cucina tarantina) e il burbero Cilo diventava un compagnone.

Aveva passato molto tempo della sua vita in giro per l’Italia, soprattutto il periodo passato a Bologna era quello che rivendicava più spesso.

14570476_345383025818449_4891358899574226926_nAmava da morire la sua città natale, la nostra Taranto, a cui era legato da un amore profondo. E’ stato fra i primissimi ad iscriversi al Gruppo “Sei di Taranto se…” ed era sempre presente a tutte le iniziative. Poi, per un certo periodo, per tante comuni ragioni, la sua presenza si è fatta sentire sempre meno. Continuava a scrivere ogni tanto e, proprio ultimamente, era tornato a scrivere post con frasi tipicamente tarantine e ricordi di una giovinezza che custodiva come un tesoro e che ci onorava di condividere con noi.

Aveva creato e gestiva anche un paio di gruppi su Facebook che avevano una discreta interazione tra gli iscritti. Uno dedicata alla musica che trasmetteva video di YouTube, con tanto di dedica, che funzionava come fosse una radio. Si chiama “La musica che ci piace” e riporta nella copertina, una caricatura dei Beatles.
L’altro gruppo era dedicato in toto alla Tarantinità e ai vecchi detti di una volta. Il gruppo in questione si chiama “DICEVE Ù NONNE…..DICEVE À NONNE!“.

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Devo dire che a me lui ha sempre ricordato il mitico Maestro Miagy di Karate Kid. Infatti, ogni volta che lo vedevo, gli dicevo: “metti la cera, togli la cera”. Ce capa fresca ca teneve… 😀

Ripeto, non aveva proprio un buon carattere e io, personalmente, spesso mi ci scontravo. Ma riuscivamo sempre a chiarirci, in qualche modo. Ed è proprio il suo carattere capriccioso che spiega il fatto che, nonostante avesse davvero tanti amici, alla fine si trovava sempre molto solo.
E proprio da solo se n’è andato.

Nonostante, in moltissime occasioni, prendeva il microfono (guai a cantare insieme a lui, rischiando di guastargli l’esibizione ;)), aveva una passione sfrenata per i Beatles, in particolare e io ho immaginato che accanto a lui, fino all’ultimo, ci fosse la sua adorata e inseparabile chitarra.

E mi sono venute in mente le note di una canzone che vorrei condividere con voi e che legherò al suo ricordo. La canzone, ovviamente dei Beatles, è “While my guita gently weeps” e la strofa che mi è venuta in mente è questa:

Guardo il mondo e mi accorgo che gira
Mentre la mia chitarra piange dolcemente
Con ogni errore che dobbiamo sicuramente imparare
La mia chitarra piange dolcemente ancora.
I look at the world and I notice it’s turning
While my guitar gently weeps
With every mistake we must surely be learning
Still my guitar gently weeps

Beh, Umbertò… Così, in silenzio e senza dare troppo fastidio, te ne sei andato. E comunque, la storia di questo gruppo “Sei di Taranto se…” avrà un ricordo tenerissimo da conservare e che resterà per sempre legato a tutti quelli che questo gruppo lo vivono in maniera attiva, come fosse una grande famiglia (come in tanti hanno sempre detto e scritto).

Ciao Umbertone e fai buon viaggio…

Vincenzo, Francesco, Valentina e tutto il gruppo “Sei di Taranto se…”

 


(Chi volesse salutare Umberto, l’appuntamento è domattina 12/08/2017 alle 9.30 presso la Chiesa del Cimitero di Taranto, ai Tamburi).

 

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